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Coenzima Q10, integratore antiossidante necessario? » Christopher Clark

Coenzima Q10, integratore antiossidante necessario?

Il Coenzima Q10 (CoQ10) è uno degli integratori antiossidanti più consumati, ma secondo una ricerca pubblicata di recente, il CoQ10 non funziona come comunemente si crede. 

All’inizio di questo mese, un team di ricercatori guidato dal professor Siegfried Hekimi della McGill University (Canada) ha pubblicato le sue straordinarie scoperte su Nature Communications [1]. In particolare, hanno dimostrato che il CoQ10 non si comporta come antiossidante e, quindi, non dovrebbe essere commercializzato come integratore anti-invecchiamento.

Questo significa cattive notizie per il mercato in rapida crescita del CoQ10, ma buone notizie per le persone sinceramente interessate a migliorare la salute. Un rapporto di ricerca di mercato pubblicato di recente suggerisce che il mercato globale del CoQ10 raddoppierà quasi entro il 2020, raggiungendo una cifra stimata di 850 milioni di dollari. Questi soldi sarebbero spesi molto meglio in cibo sano, che fornisce molti antiossidanti.

Il professor Hekimi ha spiegato:

I nostri risultati mostrano che uno dei principali integratori antiossidanti anti-invecchiamento utilizzati dalle persone non può assolutamente agire come si credeva in precedenza. Gli integratori alimentari costano un sacco di soldi ai pazienti di tutto il mondo, soldi che sarebbero spesi meglio in cibo sano. Inoltre, la speranza di una soluzione rapida rende le persone meno motivate a intraprendere adeguati cambiamenti nello stile di vita [2]”.

Il CoQ10 è una sostanza simile ai lipidi che si trova naturalmente in tutte le cellule del corpo. I mitocondri cellulari usano il CoQ10 per creare energia dall’ossigeno e da vari nutrienti. Oltre a questo ruolo vitale, si pensava che il CoQ10 si comportasse anche come antiossidante, posizionandosi quindi come integratore anti-invecchiamento.

I ricercatori hanno sperimentato un ceppo di topi incapaci di produrre quantità adeguate di CoQ10 endogeno e, quindi, che necessitavano di integratori. Come previsto, in assenza di integrazione, quei topi hanno sofferto di gravi malattie e morte prematura a causa del ruolo vitale del CoQ10 nella produzione di energia. Sorprendentemente, tuttavia, gli scienziati non hanno osservato segni di elevato danno ossidativo quando l’integrazione è stata sospesa. Questa mancanza di danni, hanno determinato, non era dovuta allo spiegamento di altre strategie antiossidanti. Alla fine, hanno concluso che il CoQ10 non è un antiossidante.

Questo studio sottolinea un problema più ampio e più importante rispetto agli integratori, in particolare agli integratori antiossidanti. Oltre ad essere semplicemente inefficaci, come il CoQ10, gli integratori antiossidanti (o quelli commercializzati come tali) possono effettivamente danneggiare la tua salute

Il Dr. Cordain ha scritto ampiamente su numerosi studi randomizzati controllati e meta-analisi che mostrano che questi prodotti aumentano effettivamente la mortalità per tutte le cause. Ad esempio, una meta-analisi del 2007 che comprendeva 67 studi randomizzati controllati (232.606 partecipanti) ha determinato che l’integrazione di antiossidanti con vitamina E o vitamina A aumenta i tassi di mortalità complessivi [3].

Per la maggior parte delle persone, gli unici integratori Dr. Cordain raccomanda (se li raccomanda) sono l’olio di pesce e la vitamina D

Leggi anche: Omega 3 DHA perché è importante? » David Perlmutter

E, mentre lo studio pubblicato di recente mostra che il CoQ10 non è un antiossidante, potresti chiederti se sia un integratore utile basato sul ruolo del CoQ10 nella produzione di energia. Questa è una domanda valida, ma la risposta è molto semplice e diretta. Consumando una dieta Paleo sana, le tue cellule avranno tutto il CoQ10 di cui hanno bisogno

Il Dr. Cordain sottolinea inoltre che carne, pollame e pesce sono fonti concentrate di CoQ10 naturale.

L’integrazione è un gioco pericoloso perché i nutrienti possono essere facilmente consumati in modo eccessivo e nelle proporzioni sbagliate rispetto ad altri nutrienti. Il cibo vero non comporta questo problema. Ecco perché la Paleo Diet enfatizza il cibo mentre scoraggia ampiamente gli integratori.

Autore: Christopher Clark, entrepreneur, food writer, and business owner with years of experience in The Paleo Diet world.

Fonte originale in inglese: https://thepaleodiet.com/new-study-casts-further-doubt-on-anti-aging-supplements

Referenze:

[1] Wang Y, et al. (Mar 2013). Mitochondrial function and lifespan of mice with controlled ubiquinone biosynthesis. Nature Communications, 6(6393).
[2] McGill University. (Mar 6, 2015). Popular antioxidant likely ineffective, study finds. ScienceDaily.
[3] Bjelakovic G, et al. (Feb 2007). Mortality in randomized trials of antioxidant supplements for primary and secondary prevention: systematic review and meta-analysis. JAMA, 297(8).

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Perimenopausa: dai primi sintomi alla rinascita » Dott.ssa Silvia Santinato

PERIMENOPAUSA

È un termine usato poco in Italia ma, ogni donna ad un certo punto della sua vita, le tocca vivere questo periodo poco desiderato: la perimenopausa è quella fase in cui l’organismo si prepara molto lentamente alla menopausa.

Sono tanti i sintomi che si possono presentare e la durata può variare molto da donna a donna.

É una fase della vita che potrebbe risultare difficile da vivere se non si hanno le conoscenze necessarie, perché gli ormoni subiscono un grande cambiamento, così come tutto l’organismo.

Avvicinandomi anche io a questo periodo della vita che, oltre ad aver studiato e approfondito per anni, oggi più che mai capisco ciò che provi sia emotivamente che fisicamente, so che non è semplice controllare le emozioni.

Puoi entrare in questa fase tra i 40 e i 55 anni.

PERIMENOPAUSA: I SINTOMI

Riconoscere la fase che precede la menopausa non è sempre facile. Solitamente, si manifesta sotto forma di sbalzi d’umore, un ciclo irregolare e una rabbia difficile da controllare.

Altri sintomi possono essere calo del desiderio, secchezza vaginale e anche depressione improvvisa.

Inoltre, il metabolismo subisce un cambiamento e di conseguenza si aumenta di peso e la tua pancia sembra scoppiare, non sopporti più quel senso di pienezza, oppressione e gonfiore nell’addome che è un fastidioso problema legato alla concomitanza di più fattori; dal rallentamento della motilità intestinale all’aumento della produzione di gas, fino ad arrivare all’accumulo di grasso a livello di addome.

Vedo arrivare molte donne con gonfiore addominale molto fastidioso e doloroso al punto tale di condizionare la qualità della loro vita.

So già che oltre a dolore o disagio addominale, puoi presentare distensione dello stomaco, sensazioni di crampi all’addome, stipsi, eccessiva flatulenza, eruttazioni e in alcuni casi nausea.

Ebbene sì, le alterazioni ormonali che caratterizzano questa fase di cambiamento condizionano anche il volume della tua pancia, il gonfiore addominale infatti, è causato da un aumento della ritenzione dei gas o dei liquidi a livello addominale che se non gestisci bene la tua alimentazione ti sarà difficile ripristinare, fin ora non abbiamo parlato di ormoni ma quando diminuisce la loro funzione all’ interno del corpo viene favorita anche la ritenzione idrica.

Se lasciamo scorrere le avversità che si presentano nel nostro corpo senza prendere consapevolezza del cambiamento che avviene dentro di noi, e senza abbracciare uno stile nutrizionale corretto tutta questa panoramica che ti ho descritto non tarda in arrivare anzi arriva velocemente e silenziosamente iniziando dai piccoli disturbi.

LA MIA ESPERIENZA PRESSO LE COMUNITÀ INDIGENE IN SUD AMERICA

La mia ricerca di esplorazione del benessere al femminile mi ha portato tra il 2018-2019 a vivere una esperienza di vita presso le comunità indigene in Sud America (dove dopo molte difficoltà nell’accedere ora, situazione Covid permettendo, ho la possibilità di andarci spesso e imparare la vera medicina indigena insieme a loro dato che non ci sono libri per poterla imparare perché non hanno la scrittura ma, a mio vedere hanno una saggezza e consapevolezza del vivere che supera ogni enciclopedia).

Vivendo insieme a queste donne ho imparato a vivere la perimenopausa come un avvenimento naturale, imparando a prendere degli spazi per la riflessione, mangiando secondo natura e soprattutto secondo la necessità dei nostri ormoni per poter poi, “Rinascere in Menopausa” che è un periodo atteso con gioia e naturalezza, il cibo e la digestione sono i punti cardini del benessere.

Queste donne si cibano prevalentemente di verdure, frutta, patate viola, batata, fave di cacao, pollo, carne di lama, peperoncini, zuppe, grasso di manzo, distribuendo la loro alimentazione in 2 pasti giornalieri ovvero quello che noi chiamiamo digiuno intermittente e ci programmiamo per metterlo in pratica, per loro è quotidianità e fonte di benessere.

Un consiglio:

Abbiate sempre cura del vostro organismo, utilizzando del cibo vero. Il corpo è come un tempio sacro dove passare il resto dei nostri giorni e come tale va rispettato, sempre e comunque!

Vuoi approfondire? Leggi le testimonianze e scopri di più sul mio metodo “Rinascita in Menopausa” su www.silviasantinato.com

silvia_santinatoSilvia Santinato
Diplomata Dietista – Esperta in Probiotica e  Nutrizione Funzionale

+393400921044  / +390445962336
silviasantinato@virgilio.it
Cornedo Vicentino, Vicenza

slow cooker quale scegliere

Pentola SLOW COOKER: quale scegliere? » PaleoAdvisor

Pentola Slow Cooker: quale scegliere?

Tra chi segue la dieta paleo la pentola slow cooker è particolarmente conosciuta e apprezzata per le sue capacità di:

    • Cuocere dolcemente gli alimenti senza bruciare e produrre sostanze dannose per il nostro organismo
    • Intenerire i tagli di carne più economici (ma non per questo meno nutrienti)
    • Esaltare al massimo i sapori dei nostri piatti
    • Preparare il famoso brodo d’ossa, ricco di prezioso collagene
    • Realizzare ottimi piatti senza perdere molte ore in cucina

 

Se anche tu stai pensando di unirti al movimento della cottura lenta e di acquistare la tua prima slow cooker, ecco alcune cose a cui pensare quando ne acquisti una. Le pentole a cottura lenta sono disponibili in un’ampia gamma di prezzi e funzioni; trovare quella giusta per te dipende da come prevedi di usarla. 

Ma se sei capitato qui per caso, partiamo dall’inizio…

Cos’è una pentola a cottura lenta?

La pentola a cottura lenta o slow cooker è un elettrodomestico che cuoce i cibi in sicurezza a basse temperature. Quello che ottieni alla fine del processo di cottura è un piatto tenero pieno di sapori.

Il processo di cottura bassa e lenta è in grado di intenerire i tagli di carne più economici e possono essere lasciate incustodite in modo sicuro, quindi si adattano alle persone impegnate che hanno poco tempo da trascorrere in cucina a preparare pasti sani e nutrienti per se stessi, i partner e la famiglia.

Spesso basta tritare gli ingredienti, rosolarli, metterli tutti in pentola e impostare la temperatura desiderata. Il risultato è un pasto caldo pronto, nonostante una giornata trascorsa fuori casa.

Le pentole a cottura lenta sono un apparecchio di cottura compatto che consumano meno energia rispetto a qualsiasi altra fonte di calore. Inoltre sono facili da pulire. La maggior parte degli inserti e dei coperchi possono essere messi in lavastoviglie.

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Vediamo quindi quali sono le caratteristiche più importanti da valutare in fase di acquisto.

1) LE DIMENSIONI SONO IMPORTANTI

Le dimensioni sono importanti per una buona riuscita delle ricette, per evitare cioè che il cibo venga troppo cotto o troppo poco rispetto ai tempi indicati. Per funzionare correttamente, la pentola dovrebbe essere riempita per almeno la metà della sua capienza ma non oltre i 2/3.

La dimensione di una pentola a cottura lenta per 1-2 persone è compresa tra 1,5 e 3,0 litri, 3-4 persone sono da 3,0 a 5,0 litri e per 5 e più persone da 5,0 a 6,5 litri. Ma se si è in due, optare per una capienza da 3 a 5 litri può essere la scelta migliore, per ottenere in un’unica cottura un pasto da scaldare anche il giorno successivo.

2) QUESTIONE DI FORMA

Le pentole a cottura lenta sono solitamente disponibili in forme rotonde o ovali. Qual è il migliore? La risposta è abbastanza soggettiva. Pensa a cosa ti piacerebbe cucinare nella pentola a cottura lenta e lascia che sia questo a dettare la forma che scegli. Ad esempio, polli interi, brasati o costine si adatteranno meglio in una forma ovale, ma se pensi che la userai di più per cucinare zuppe o stufati, la forma non ha molta importanza e puoi acquistare quella che preferisci.

3) IL MATERIALE DELLA PENTOLA SLOW COOKER

Ceramica e porcellana sono le opzioni più popolari, sebbene ci siano anche pentole in metallo. Fanno tutti un buon lavoro nel condurre il calore, quindi dipende dalle tue preferenze. Ciò che è importante con la pentola, tuttavia, è che sia rimovibile per una facile pulizia. Le slow cooker con la pentola e l’unità di riscaldamento fusi insieme non sono una scelta ottimale.

4) IL MATERIALE DEL COPERCHIO

Quando si utilizza una pentola a cottura lenta, sarebbe meglio resistere alla curiosità e evitare di aprire il coperchio di continuo per osservare la cottura, in quanto ciò farebbe uscire prezioso calore e prolungare il tempo di cottura. Gli ingredienti cuociono con l’acqua che non evapora per la presenza del coperchio. Ma se proprio non riesci a resistere, le pentole a cottura lenta con coperchi in vetro sono opzioni migliori rispetto alle versioni in plastica o più opache, perché il vetro permette di vedere cosa succede all’interno senza togliere il coperchio.

5) FUNZIONE SAUTÉ: SOFFRITTO E COTTURA NELLA STESSA PENTOLA

Alcune pentole a cottura lenta ora sono dotate della funzione sauté, grazie alla quale è possibile fare un soffritto o far chiudere la carne direttamente nella stessa pentola prima di passare alla funzione Slow Cooker. Questa funzione ti dà indubbiamente il vantaggio di lavare una padella in meno, ma di solito comporta anche un prezzo più alto, dunque se preferisci contenere la spesa è una funzione che puoi tranquillamente trascurare.

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6) TIMER E FUNZIONE DI RISCALDAMENTO

A meno che tu non abbia sempre intenzione di essere a casa per spegnere la pentola a cottura lenta al momento giusto, avere un timer integrato nella pentola a cottura lenta aiuta il cibo a non cuocere troppo.

Alcune slow cooker dispongono anche della funzione di riscaldamento, per cui una volta che il timer si spegne, la pentola a cottura lenta passa automaticamente a un’impostazione di mantenimento del calore, ma a una temperatura più bassa.

La funzione di riscaldamento è ottima per mantenere i cibi a una temperatura calda ma non bollente. Ti consente anche di tornare a casa per mangiare cibo ancora caldo ma non troppo cotto se rimani fuori casa più a lungo di quanto il cibo debba cucinare. È  comunque consigliabile non esagerare e non lasciare il cibo in funzione di riscaldamento per più di 2 ore.