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farina di mandorle fa male

La farina di mandorle fa male alla salute? » PaleoAdvisor

La farina di mandorle fa male alla salute? 

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La farina di mandorle può sembrare un’ottima alternativa alle farine tradizionali a chi segue una dieta a basso contenuto di carboidrati e gluten free. Essendo inoltre le mandorle, e le noci in generale, un cibo che rientra all’interno delle linee guida di chi segue una alimentazione paleo (esclusa la paleo autoimmune), capita spesso di cadere nell’errore di considerare legittimo e coerente inserire queste farine nella propria routine alimentare, con le conseguenze di:

1) dimenticare che qualunque tipo di farina e alimento trasformato non esisteva nel paleolitico, e che la forma con cui si assume un alimento è altrettanto importante della sostanza, per ragioni che vedremo in seguito.

farina di mandorle e paleo dieta

2) trasmettere la percezione che la dieta paleo sia assimilabile a diete gluten free, chetogeniche et similia, tra l’altro spesso molto costose e non per la qualità del cibo ma per ragioni di mercato e minor reperibilità (farine alternative, prodotti gluten free, avocado, per fare qualche esempio).

Leggi anche: “Dieta paleo o chetogenica? Parliamo ancora di macronutrienti”

Per chiarire una volta per tutte la nostra posizione in merito, poiché non consideriamo l’alimentazione e lo stile di vita Paleo come l’insieme dei dogmi di una setta ma come un insieme di linee guida che ha alla base la nostra biologia e nessun altro interesse al di sotto, sta a discrezione di ognuno di noi (della nostra salute, dei nostri obiettivi, del nostro carattere) scegliere di consumare saltuariamente cibi non adatti alla nostra specie.

Ma, come abbiamo detto altrove, se sentiamo la necessità di dare l’etichetta “paleo” a qualcosa c’è un’alta probabilità che questa cosa non lo sia.

Alimentazione paleo e alimenti trasformati

1. Farina di mandorle = Infiammazione

La farina di mandorle è ricca di grassi polinsaturi (PUFA). I grassi polinsaturi contengono acidi grassi Omega-6, acidi grassi essenziali per la nostra salute. In piccole quantità.

Se consumati in grandi quantità o in quantità sproporzionate rispetto al giusto rapporto omega 6/omega 3 causano infiammazione, nel senso che provocano:

  • aumento dei radicali liberi
  • disbiosi intestinale
  • squilibri ormonali
  • metaboslismo più lento

La dieta occidentale è ricca di PUFA perché è ricca di alimenti trasformati e oli vegetali.  Ma anche una dieta “paleo” o “senza cereali” che fa largo uso di frittelle di farina di mandorle, cialde, biscotti, pane e brownie senza glutine sarà ricca di PUFA infiammatori.

Si raccomanda che non più del 2% della dieta quotidiana sia ottenuto da acidi grassi Omega-6. Se stai mangiando circa 2.200 calorie al giorno, quel 2% è letteralmente una piccola manciata di mandorle. Se stai seguendo una dieta ricca di prodotti da forno a base di farina di mandorle, ne stai ottenendo più del 2% e questo potrebbe causare infiammazione nel tuo corpo.

Tutte le varietà di noci e semi sono molto ricche di acidi grassi omega-6 (con alcune eccezioni come il cocco e le noci di macadamia). Quando si sceglie di consumare noci o semi, interi o sotto forma di farina, è importante bilanciare l’assunzione di omega-6 con abbondante pesce.

2. La farina di mandorle altera la percezione della quantità

Una singola tazza di farina di mandorle contiene circa 90 mandorle.

Se davvero masticassimo le mandorle intere, il nostro corpo ci avvertirebbe di smettere molto prima di consumare 90 mandorle. Ma quando vengono cotte sotto forma di farina il corpo perde la percezione delle porzioni effettive.

Ma questo concetto si applica a tutte le farine.

Qualunque cosa tu faccia con qualsiasi farina o sostituto, sia esso grano o nocciola, sarà più facile da mangiare rispetto a se stessi mangiando il cibo intero. Sono consumabili più facilmente, così alterano tutti i tuoi segnali di fame e ti portano a mangiare di più.

In sintesi, questo non è un buon argomento contro la farina di mandorle nello specifico, ma contro le farine in generale.

3. I grassi nella farina di mandorle NON sono stabili al calore

Quando consumiamo grassi ossidati, come quelli che si trovano in grandi quantità nella farina di mandorle cotta, il nostro corpo si esaurisce di antiossidanti, causando danni alle nostre cellule del corpo.

4. Le mandorle contengono grandi quantità di tossine

Questo è un ottimo motivo per limitare o smettere di consumare mandorle (in tutte le forme, anche il burro di mandorle):

Le mandorle contengono una quantità particolarmente alta di glicosidi cianogeni rispetto ad altre piante che li contengono. Ciò significa che possono essere altamente tossici: l’acido cianidrico viene effettivamente rilasciato dai glicosidi cianogeni quando vengono mangiate le piante che li contengono.

5. Le mandorle contengono inibitori enzimatici

Tutte le noci e i semi contengono inibitori enzimatici e, di conseguenza, la farina di mandorle ne contiene una quantità significativa.

Gli inibitori enzimatici creano problemi durante il processo digestivo, poiché quando consumiamo inibitori enzimatici, come si può facilmente intuire, i nostri enzimi digestivi non possono compiere correttamente il loro lavoro. Per questo il consumo di noci e semi causa spesso gonfiore e mal di stomaco.

Leggi anche: “Farina di mandorle: se la evitate è meglio” di Angelo Rossiello

Paleo Dieta Robb Wolf Pregiudizi e Falsi Miti

Paleo dieta? Pregiudizi nutrizionali e falsi miti alimentari » Robb Wolf

Estratto del libro best seller “La Paleo Dieta: lo stile alimentare che ha tenuto in forma l’uomo per due milioni di anni” del ricercatore biochimico Robb Wolf.

I PREGIUDIZI SULLA PALEO DIETA: UN CONFRONTO NUTRIZIONALE

Ma Robb da dove prenderò le vitamine? E come farò ad andare in bagno senza fibra?

Esaminiamo un po’ qualche dato interessante, elaborato dal mio mentore, il prof. Loren Cordain. Voglio cercare di dimostrarvi come l’idea che i cereali, legumi e latticini siano cibi nutrienti – o che non mangiandoli possa mancarvi qualcosa – non stia in piedi.

La maggior parte delle persone ha subito un lavaggio del cervello che l’ha portata a credere che l’unica fonte di vitamine, sali minerali o fibre siano i cereali. Quindi, analizziamo questi pregiudizi e gli argomenti contro di essi, così che possiate formarvi un’opinione sulla base di un’informazione più accurata.

PREGIUDIZIO N.1: I CEREALI E I LATTICINI SONO PARTICOLARMENTE RICCHI DI SOSTANZE NUTRITIVE

PREGIUDIZIO N. 2:  UNA DIETA SENZA CEREALI, LEGUMI E LATTICINI COMPORTA QUALCHE FORMA DI CARENZA ALIMENTARE

PREGIUDIZIO N. 3: LE UNICHE FONTI DI FIBRA SONO I CEREALI E I LEGUMI

E poi c’è un altro punto, che non è un pregiudizio, quanto piuttosto un serio errore che i dietologi commettono: consigliare una dieta ipocalorica. Ora, non mi riferisco all’idea di contare le calorie di per sé, ma al modo in cui essi affrontano il problema, come cercherò di spiegare.

Diamo un’occhiata alle seguenti tabelle e pensiamoci un attimo: la Tabella 1 è tratta dall’articolo Origins and Evolution of western diet: Health implications for the 21st Century, Am J Clin Nutr 2005; 81:341-54.

paleodieta cereali legumi latticini micronutrienti tabella

Tabella 1. I cibi compresi nei gruppi alimentari sono stati scelti tra quelli consumati più comunemente nella dieta degli statunitensi.

Nella prima colonna a sinistra abbiamo una lista di vitamine e minerali sulle altre colonne sono elencate diverse categorie di alimenti. Nelle caselle trovate il contenuto del micronutriente in una quantità pari a 100 calorie di ogni alimento, nonché la sua posizione rispetto agli altri. La posizione va da 1 a 7, in cui 1 è quella più bassa e 7 è quella più alta. Vediamo che i cereali integrali e il latte, a parità di calorie, non sono particolarmente ricchi di micronutrienti rispetto invece alla carne, al pesce, alla verdura e alla frutta.

Quest’unica tabella risponde molto facilmente al pregiudizio n. 1 (i cereali e i latticini sono nutrienti) e implica che, se prendiamo in considerazione l’apporto nutritivo per ciascuna caloria, i cereali e i latticini non sono i primi della lista.

E se guardassimo a questi dati come a una moderna interpretazione della dieta paleolitica? Fortunatamente, il prof. Cordain si è fatto la stessa domanda, e ha anche risposto (si veda L. Cordain The Nutritional characteristics of a contemporary diet based upon Paleolithic food groups, J Am Nutraceut Assoc 2002; 5:15-24).

Consideriamo ora la Tabella 2, che illustra un menu giornaliero da 2200 calorie composto da carni magre, pesce, frutta, verdura, frutta secca e semi. Se notate, non ci sono alimenti trattati in questo menu – ma è nutriente? Se mangiate in questo modo, vi accascerete e morirete? Le paure del vostro medico o del vostro dietologo, che temono che potreste soffrire di orribili carenze alimentari, sono fondate? Il vostro sederino si dimenticherà il bagno se non mangerete i cereali “ricchi di fibre”?

Tabella dieta paleo menu

Tabella dieta paleo menu

Tabella 2. Menu giornaliero tipo basato su gruppi alimentari paleolitici per una donna (25 anni, 2200 calorie)

Ciò che notiamo nella Tabella 3 è particolarmente interessante: queste cose strane, chiamate “frutta e verdura” forniscono ben 42 grammi di fibra. È anche interessante il fatto che il rapporto tra i nostri acidi grassi essenziali Omega 3/Omega 6 è 1:1,5. In altre parole, “perfetto”.

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Macronutrienti e altre caratteristiche alimentari di una dieta contemporanea basata su gruppi alimentari paleolitici (per una donna, 25 anni, 2200 calorie giornaliere)

Ma le informazioni più interessanti stanno nella Tabella 4. Se notate, non solo con una dieta di questo tipo si assumono tutte le vitamine e i minerali nelle dosi giornaliere raccomandate (RDA), ma addirittura riusciamo ad assumerne anche centinaia o migliaia di volte in più. Si sa che l’RDA indica il minimo indispensabile e non certo la quantità ottimale di un determinato nutriente per la performance, la salute e la longevità. Tuttavia, non osserviamo grandi miglioramenti nella salute di chi assume integratori alimentari (ne parlerò meglio nei prossimi capitoli). Gli studi epidemiologici continuano a mostrare che ciò che fa bene è il consumo di cibi ricchi di micronutrienti, non le pillole di vitamine.

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Micronutrienti di una dieta contemporanea basata su gruppi alimentari paleolitici (per una donna, 25 anni, 2200 calorie giornaliere)

Spesa Paleo Dieta Alimentazione Secondo Natura

Alimentazione Secondo Natura: come scegliere gli alimenti? » Dott.ssa Silvia Santinato

Dieta Paleo Secondo Natura, come metterla in pratica nel XXI secolo?

Fino a dieci dodici  anni fa circa non ero a conoscenza che l’alimentazione con la quale i miei genitori mi avevano cresciuta avesse un nome  paleo diet“, “ancestrale”, “secondo natura” … per me è un’alimentazione d’istinto che sa di buono,  di genuino,  d’infanzia… mi ha fatto ricordare dei profumi della cucina di mia nonna, della legna sul fuoco, la raccolta dei finocchi che crescevano liberi nella campagna, delle erbette depurative per i cambi di stagione, delle bacche per aromatizzare le pietanze  e tanto altro. 

Ora che da professionista della nutrizione ho potuto studiare  i principi di chimica, il nostro organismo, il comportamento dei nostri batteri,  conoscere le basi scientifiche scritte da scienziati e medici  in molti articoli  riguardo un’alimentazione basata sulla Paleodiet, la sua ideologia, cosa mangiare, cosa evitare… noto che spesso alle persone che vogliono approcciarsi a questo stile, manca la parte più difficile: metterla in pratica nel XXI secolo. Pertanto voglio lasciarvi una guida su come orientarvi  in modo che possiate provare per una settimana o per un mese e poi… decidete voi in base in base alla risposta del vostro organismo.

Dove molte persone trovano difficoltà è la colazione.

Se ti fermi a pensare a quello che stai consumando ora, sicuramente un po’ di pane tostato con un caffè latte, o un panino con un succo di frutta, o muesli con yogurt, o tradizionali crepes di farina d’avena e una tazza di latte di soia, ti rendi conto che niente di tutto questo si inserisce nell’alimentazione paleolitica e su di te che pensavi di prenderti cura di te stesso.

Come orientarci nella scelta per la colazione

Ci siamo abituati a mangiare per colazione cibi molto diversi da quelli di pranzo o cena e davvero non dovrebbe essere così.

La cosa più importante è mangiare cibo di qualità e renderlo buono per il benessere del nostro corpo indipendentemente dall’ora del giorno.

Opzioni per la colazione: uova sbollentate,  in frittata, in camicia…accompagnate con mezzo avocado e un po’ di frutta, aggiungere una tisana o un caffè senza latte e senza dolcificante, se ti manca il gusto dolce del caffè, dolcifica col miele.

Questa è solo un’ idea, basta avere un po’ di fantasia!

Per il resto dei pasti

Se normalmente mangi riso, pasta o legumi pensando di aver bisogno di energia, ora sostituirai quelle porzioni con verdure e frutta. Ci sono decine di diverse verdure e frutta di stagione, nella varietà e nel gusto.

E questo è lo stesso modello che si dovrebbe seguire per le cene, anche se di solito è la parte meno difficile da cambiare perché molte persone fanno già una cena “low-carb“.

Per quanto riguarda le volte in cui esci:  siamo esseri socievoli e ci relazioniamo tra di noi;  seguire la dieta paleolitica non deve essere un ostacolo .

Usa il buon senso  e cerca di fare la scelta migliore per rimanere all’interno dell’ideologia dell’alimentazione che hai intrapreso; impara a goderti il momento e se ti fa stare bene concediti un extra per poi  riprendere le  buone abitudini.

Come orientarti nel fare una spesa Paleo o Secondo Natura

10 ALIMENTI “LIGHT” CHE IN REALTÀ SONO ULTRA ELABORATI

Prodotti  anti-nutrizionali come zuccheri e oli idrogenati che molte volte si acquistano pensando di raggiungere un’alimentazione più sana ed equilibrata:

1) BISCOTTI SENZA ZUCCHERI:

I biscotti della larga distribuzione son fatti con farine raffinate con solo farine di frumento oppure mescolate ad altre. Ma, in entrambi i casi porta ad alzare i livelli di zuccheri nel sangue; contenendo inoltre oli vegetali raffinati poco salutari, come l’olio di girasole, di soia …

Un’alternativa di cibo vero: biscotti preparati in casa con mandorle, uova, datteri, cocco, farina di castagne ….

2) MIX DI CEREALI PER LA COLAZIONE:

Sembrano molto salutari perché arricchiti di vitamine, minerali, fibre, pubblicizzati come “healthy” e con immagini di ventri piatti. Ma se guardiamo bene tra gli ingredienti troviamo zuccheri o dolcificanti e la frutta secca è solitamente minima.

Un’alternativa di cibo vero: preparare in casa la granola con mix di anacardi, mandorle, noce di cocco essiccata, uvette, miele di acacia

3) MARGARINA:

Si presenta come alternativa salutare al burro, in realtà è fatta con oli vegetali raffinati che soffrono dei processi industriali di trasformazione da liquido a solido tramite aggiunta di idrogeno.

Un’alternativa di cibo vero: burro chiarificato o ghee (ndr: il burro, in quanto derivato del latte, non rientra nell’alimentazione paleo; un ottimo grasso di cottura è il lardo derivato da animali allevati allo stato brado con alimentazione grass fed).

4) YOGURT LIGHT:

Il grasso non è un ingrediente malsano, è ricco in vitamine e dà sazietà. Molte aziende hanno tolto i grassi per presentarlo come meno calorico e aggiunto zuccheri ed edulcoranti per camuffare il sapore.

Un’alternativa di cibo vero: yogurt kefir, se avete la disponibilità potete farlo in casa acquistando facilmente i fermenti in farmacia o se avete dimestichezza coltivando i granuli di kefir.

5) BARRETTE AI CEREALI:

Si presentano come light e con poche calorie, con cereali integrali o ricche in fibre ma; cariche di zuccheri nascosti da nomi particolari come sciroppo di glucosio, destrosio, fruttosio; inoltre ricche di oli vegetali e additivi per migliorare il sapore. Per questo motivo sono poco sazianti .

Un’alternativa di cibo vero: farle in casa con frutta, noci, farina di platano, olio di cocco, oppure io quando faccio gli estratti di frutta, con la polpa che viene scartata la utilizzo per crearmi le barrette

6) AFFETTATI LIGHT:

Una fesa di pollo o di tacchino possono sembrare più sani perché apportano minor quantitativo di grassi rispetto al prosciutto crudo D.O.P. se però analizziamo bene gli ingredienti, molti affettati hanno una percentuale di carne inferiore al 60% e aggiunte di amidi per renderli più compatti.

Un’alternativa di cibo vero: fettine di roast beef grass fed o prosciutto crudo D.O.P.

Trova una macelleria fornita di Grass Fed Online o quella più vicino a te!

7) POLPETTE E HAMBURGER VEG:

Rientrano tra gli alimenti processati, contengono amidi, oli raffinati, glutine per addensare, additivi e poca quantità di cibo nutriente.

Un’alternativa di cibo vero: hamburger di ortaggi fatti in casa

8) CHIPS DI ORTAGGI:

Sembrano una variante più salutare rispetto le solite patatine fritte perché hanno minor quantità di additivi però, questi ortaggi spesso vengono ugualmente fritti in oli raffinati e carichi di sale.

Un’alternativa di cibo vero: tagliare finemente i tuoi ortaggi e metterli a cuocere nel forno, puoi aggiungere delle erbe aromatiche e dell’olio extravergine di oliva.

9) SPAGHETTINI ISTANTANEI PRONTI AL CONSUMO:

Imitano un pseudo piatto di minestra, si promuovono come una soluzione facile e veloce perché c’è solo da aggiungere dell’acqua calda con una pubblicità indirizzata ad un pubblico giovane. Questi preparati contengono esaltatori del sapore come il glutammato, oli vegetali, additivi e molto sale.

Un’alternativa di cibo vero: brodo di ossa fatto in casa o zuppa di pollo e verdure.

10) FALSI SOSTITUTI DELLO ZUCCHERO:

Zucchero di canna o zucchero bianco? Il componente principale è sempre il saccarosio, una molecola composta da fruttosio e glucosio. In quello raffinato è presente al 100 per cento, in quello di canna al 99 %, mentre l’1 % è melassa.

Il saccarosio può essere estratto da due piante: dalla barbabietola o dalla canna da zucchero. Quello raffinato viene separato dalla melassa tramite idrossido di calcio, carbone attivo o diossido di zolfo. Quello di canna è meno lavorato ma l’indice glicemico resta uguale.

Un’alternativa di cibo vero: se si desidera utilizzare cibi dolci, c’è la frutta comune o la frutta essiccata, oppure il mio dolcetto preferito: crema di datteri  e  cocco!! 

silvia_santinato

Silvia Santinato
Diplomata Dietista – Esperta in Probiotica e  Nutrizione Funzionale

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silviasantinato@virgilio.it
Cornedo Vicentino, Vicenza