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Eliminare le tossine con acqua pura e viva

Eliminare le tossine: il trucco per la salute e la dieta » Simone Moscato

Che tu faccia la paleo dieta solo per perdere quei fastidiosi chili di troppo o che stia perseguendo la super salute ed eliminare tutti i dolori articolari e muscolari, per essere davvero efficace la tua dieta avrà bisogno di una condizione fondamentale: eliminare le scorie e le tossine.

Cercare di perdere peso o di avere il miglior stato di salute possibile, non riuscendo a drenare in maniera efficace tutti i prodotti di scarto derivati dai processi metabolici cellulari è come tentare di correre una maratona con una spessa sciarpa davanti alla bocca, presto ci mancherà il fiato e finiremo per fermarci.

Leggi anche: Segui la dieta paleo? Sì ma che acqua bevi?

Come eliminare le tossine: cosa può aiutarti da subito a risolvere questo problema

Bere almeno due litri al giorno di un’acqua viva quindi non ferma in una bottiglia da mesi e “trattata” per mantenersi inalterata nel tempo, pura vale a dire priva di sostanze inquinanti.

Deve inoltre essere alcalina cioè con un pH che sia 8 o superiore, con un residuo fisso basso, inferiore quindi a 50 mg/lt e con una concentrazione minima di sodio.

Ti spiego perché:

Bastano 9 grammi di sodio (e bene o male già ne acquisiamo dagli alimenti) per trattenere un litro d’acqua nei tessuti che si traduce in un chilo in più di peso corporeo. Diventa quindi fondamentale evitare di acquisirne anche dall’acqua che bevi.

Il tessuto adiposo è piuttosto povero di acqua, presente in quantità invece in quello muscolare; non a caso, i soggetti obesi hanno una percentuale di acqua corporea inferiore a quelli magri.

Sintetizzare il glicogeno richiede notevoli quantità di acqua, dato che ogni grammo di questo polisaccaride ne trattiene quasi 3 grammi.

Bere poca acqua favorisce il catabolismo muscolare, con conseguente rallentamento del metabolismo.

Il cortisolo, ormone dello stress, svolge tra le mille funzioni, anche attività antidiuretica e la sua secrezione aumenta in carenza d’acqua; la disidratazione riduce invece la secrezione di testosterone.

Per inciso i livelli di cortisolo e di testosterone sono anche alterati dall’uso di acqua conservata in bottiglia di plastica a causa del rilascio di interferenti endocrini come il BISFENOLO A.

Il bisfenolo A ha la capacità di interferire con la via di segnalazione degli estrogeni, ridurre la produzione di testosterone alterare la spermatogenesi.

Secondo alcuni studi pubblicati dall’istituto Superiore di Sanità si è rilevato un aumento negli ultimi anni di alcuni disordini e patologie umane, correlandolo in alcuni casi all’esposizione agli interferenti endocrini.

Impotenza, l’aumento delle pubertà precoci, dell’abortività e dei parti pre-termine, l’obesità, disfunzioni cognitive e comportamentali sono solo alcune delle problematiche alle quali si può andare incontro con l’utilizzo di acqua contaminata dal rilascio della plastica delle bottiglie.

Bere correttamente e in giusta quantità acqua, inoltre, favorisce l’eliminazione delle tossine dall’organismo, che in virtù della loro lipofilia (gli piace il grasso) si accumulano nel tessuto adiposo. Avere troppe tossine in circolo a causa della scarsa assunzione di acqua potrebbe quindi farti ingrassare, oltre che essere decisamente poco salutare.

Ma cosa sono queste tossine?

Sono delle piccole particelle chimiche che produciamo noi con le funzioni dell’organismo come per esempio la digestione e il
rinnovamento delle cellule. Sono tutte le sostanze di scarto che il corpo andrà ad eliminare attraverso i reni, i polmoni, e soprattutto il fegato.

Le tossine, se non vengono correttamente espulse, contribuiscono ad una serie infinita di problemi tra cui: mal di testa, stanchezza, allergie, aumento di peso, perdita di massa muscolare e poca virilità.

Eliminare le tossine per dimagrire

Basta bere tanta acqua senza preoccuparsi di come dovrebbe essere?

No, è dimostrato che solo l’acqua leggera, minimamente mineralizzata e priva di elementi ossidanti come il cloro impiegato per la disinfezione, svolge al meglio questo compito.

Secondo gli studi compiuti nel 1950 in Francia dall’Ing. Claude Vincent, padre della bioelettronica, una scienza che ha portato a delle scoperte incredibili in campo medico, è dimostrato che un’acqua minimamente mineralizzata sia un ottimo alleato della nostra salute.

Ecco un estratto da una delle sue pubblicazioni:

“Il tasso di mortalità per ogni tipo di malattia e in particolare tubercolosi, affezioni cardiovascolari e cancro, è direttamente legato alla qualità dell’acqua distribuita alla popolazione. Esso cresce in modo particolare quando le acque sono molto mineralizzate e rese potabili artificialmente dopo trattamento fisico ed aggiunte di prodotti chimici ossidanti”.

In pratica afferma che un’acqua con residuo fisso alto (molti minerali disciolti) influisce negativamente sulla salute delle persone, perché inibisce la funzione principale dell’acqua: ovvero quella di legarsi alle tossine e di espellerle attraverso urina, sudore e vapore acqueo. L’acqua perde così la sua funzione depurativa.

Tossine, cosa causano?

Ecco alcuni segnali che ti indicano che non le stai smaltendo correttamente:

FATICA COSTANTE

Riposi correttamente ma ti senti sempre stanco, ti manca la concentrazione e la sera crolli stremato? Il motivo potrebbe essere che il tuo corpo sta lavorando duro per eliminare le tossine in circolo. Infatti i mitocondri, che sono le nostre “centrali elettriche” per funzionare al meglio necessitano di acqua pura per fornirci adenosina trifosfato che in parole semplici è la moneta di scambio che il nostro corpo utilizza per “pagare” il lavoro dei muscoli, la trasmissione degli impulsi nervosi e così
via.

Se l’acqua che beviamo non è sufficientemente pura e leggera il nostro corpo dovrà prima spendere energia per depurarla e solo allora, dato che solamente l’acqua pura va nelle cellule, potrà essere utilizzata. Questo comporterà un bilancio energetico sfavorevole, con più energia spesa di quella prodotta e saremo quindi stanchi, affannati e poco concentrati.

ALITO CATTIVO

L’alito cattivo è un segnale di cattiva digestione, ma anche di un fegato sovraccarico che fatica a funzionare correttamente.

Infatti tra le sostanze emesse dal fegato c’è il dimetilsolfuro, che si caratterizza per un odore molto sgradevole, simile a quello del cavolo in cottura. Ma come mai il fegato produce queste sostanze dell’odore così nauseante?

Il fegato, non riuscendo più a lavorare in modo corretto a causa di un accumulo di tossine finisce poi ad avere delle alterazioni di tipo metabolico che causano quindi l’alitosi.

DOLORI MUSCOLARI

Ti fanno male i muscoli e le articolazioni anche se ieri non hai fatto palestra? Altro segnale di un corpo che sta cercando di eliminare le tossine depositate.

Livelli alti di tossine infatti portano ad uno stato infiammatorio con conseguente indolenzimento muscolare. L’acqua pura e alcalina, oltre a favorire l’eliminazione delle scorie in eccesso, normalizza il PH dell’organismo, facendo in modo che il tessuto
connettivale presente nei muscoli , articolazioni e tessuti molli in genere, infiammato e con PH acido, possa ritrovare il suo equilibrio basico.

Puoi trovare maggiori approfondimenti su stopinquinanti.com e scoprire come ottenere, dopo una attenta analisi dell’acqua di casa tua, una sorgente depurativa e alcalina direttamente dal tuo rubinetto.

Simone Moscato
+393490610158

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info@stopinquinanti.com

 Leggi anche: Paleo dieta? Pregiudizi nutrizionali e falsi miti alimentari » Robb Wolf

DIETA PALEO: TESTIMONIANZE DI PERSONE REALI

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Trattamento Osteopatico Diabete

Il diabete, un punto di vista osteopatico » Dott.ssa Vanessa Di Nepi

Prima di affrontare il diabete dal punto vista osteopatico è doveroso fare una breve descrizione secondo la medicina tradizionale.

Diabete (dal greco antico διαβήτης, diabètes, derivato di διαβαίνω, diabàino, «passare attraverso») è un termine che identifica alcune patologie caratterizzate da poliuria (abbondante produzione di urina), polidipsia (abbondante ingestione di acqua) e polifagia (fame eccessiva).

Comunemente il termine è utilizzato per indicare una malattia cronica, inquadrabile nel gruppo delle patologie note come diabete mellito, caratterizzata da un’elevata concentrazione di glucosio nel sangue, che viene a sua volta causata da una carenza (assoluta o relativa) di insulina nell’organismo umano, ormone che stimolando l’assunzione del glucosio nelle cellule muscolari e adipose ne diminuisce la concentrazione nel sangue.

Il diabete si differenzia in diabete di tipo 1 e di tipo 2

  • Diabete di tipo 1(DT1) è una patologia autoimmune, in cui le cellule beta del pancreas non sono in grado di produrre insulina;

Generalmente si presenta durante l’infanzia e non ha correlazione con le abitudini alimentari.

  • Diabete di tipo 2(DT2), in cui il soggetto generalmente, già in forte sovrappeso se non obeso, sviluppa una resistenza all’insulina.

Compare generalmente dopo i 35-40 anni.

La componente genetica gioca un ruolo importante, ma non fondamentale, come invece lo sono i fattori ambientali e individuali (sovrappeso e obesità).

Infatti il diabete di tipo 2 é strettamente dipendente dalle abitudini alimentari.

Che cos’è allora l’insulino-resistenza?

Essa è rappresentata dall’incapacità delle cellule del corpo di usare l’insulina in alcuni tessuti corporei (quello muscolare e nei tessuti degli organi):

Ricordiamo che l’insulina fisiologicamente ha un effetto anabolizzante sia sul tessuto muscolare che sul tessuto adiposo.  

Il pancreas nei diabetici é eccessivamente sensibile: non é in grado di produrre l’insulina, o la quantità’ che produce non riesce a far entrare il glucosio all’interno della cellula.

Affinché il glucosio possa entrare nella cellula ha bisogno di recettori dell’insulina che si trovano sulla superficie delle cellule.

Nei soggetti con diabete di tipo 2 si è osservata una diminuzione del numero dei recettori per l’insulina soprattutto a livello muscolare mentre a livello del tessuto adiposo si ha quasi una sorta di facilitazione del glucosio ad entrare nelle cellule adipose (ecco perché la maggior parte dei pazienti con insulino-resistenza sono in notevole sovrappeso).

Il glucosio non potendo entrare facilmente nella cellula comincia ad accumularsi nel torrente circolatorio.

Il pancreas per ovviare alla ridotta efficacia di tale ormone ne comincia a produrre in quantità’ elevatissime: il che spiega l’iperinsulinemia compensatoria conseguente alla resistenza insulinica.

Questo meccanismo inizialmente garantisce il controllo della glicemia, ma nel tempo il pancreas giunge a una situazione di sensibilizzazione eccessiva e stress tale che l’insulina prodotta non é più’ in grado di mantenere nella norma la glicemia: si sviluppa il diabete!

Ovviamente un approccio dietetico associato all’attività fisica diventa fondamentale per riuscire a raggiungere la “calma glicemica” ossia evitare quella zona in cui i picchi insulinici (che si hanno dopo un pasto a base di carboidrati e zuccheri) rendono il quadro clinico ancora più grave.

Dal punto di vista dell’osteopatia classica il diabete é considerato un disturbo costituzionale della nutrizione, caratterizzato da un’eccessiva attività dei sistemi secretori   (ghiandole endocrine: pancreas) del corpo con conseguente irritazione sui sistemi escretori (reni).

Nei primi stati del disturbo costituzionale possiamo fare qualcosa, ma se la funzione dell’insulina é completamente persa non possiamo più’ aiutare il paziente.

I danni del diabete sono sia a livello micro-vascolare che macro-vascolare; come accennato in precedenza lo zucchero che non riesce più ad entrare nella cellula si accumula sia nel tessuto adiposo (facendo diventare la persona sempre più grassa) sia nel torrente sanguigno (dove attraverso il fenomeno della glicazione si lega alle proteine libere del sangue dando luogo alle note AGE).

Il danno avviene a livello dell’endotelio vascolare (sia delle arterie più’ grandi: come per esempio il Cuore) che a livello dei piccoli vasi (come per esempio i vasi della retina) e via via va a coinvolgere strutture sempre più’ importanti, come vedremo meglio avanti.

Dal punto di vista clinico i segnali che caratterizzano questa malattia sono:

  • Pelle: dura, secca, screpolata con presenza di bolle, eczema
  • Cuore: Palpitazioni con polso rapido (causati da un’incoordinazione della funzione cardiaca e disturbi vasomotori)
  • Temperatura: bassa, il paziente sente freddo.

Negli stati avanzati della malattia si hanno dolori reumatici dovuti al deposito di zucchero nel circolo ematico e neuriti periferiche. 

  • Piede diabetico con ferite ulcerative
  • Muscoli: debolezza muscolare e perdita di tono muscolare
  • Occhi: cataratta
  • Vasculiti, Tinnito

Quando il deposito di zucchero è cosi elevato da raggiungere il midollo si può arrivare al coma.

Il cambiamento più importante che teniamo in considerazione dal punto di vista osteopatico riguarda la circolazione sanguigna, poi la modificazione a livello del metabolismo del glicogeno:

Si hanno cambiamenti a livello di assimilazione, perversione dei tessuti e degli organi, cambiamento nell’appetito a cui fa seguito l’ingrossamento del fegato.

Secondariamente viene coinvolto il pancreas, che non é più’ in grado di assolvere alle sue funzioni fisiologiche.

Il paziente diabetico presenta spesso un quadro di lesione ben preciso:

  • Vengono coinvolti i nervi sensoriali in connessione con il midollo della parte cervicale alta e la zona dorsale da D1 a D4
  • Ci può essere una zona di lesione nella parte dorsale bassa in connessione con la funzione visceromotoria verso il fegato
  • Ci può anche essere una lesione sacrale e lombare sempre in relazione alla funzione visceromotoria
  • Lesione nella zona dorsale media a livello D4-D5 in connessione con l’area splancnica.

Dal punto di vista Patologico:

  • La condizione primaria é la perversione del controllo nervoso associato con il processo metabolico distruttivo del glucosio in eccesso verso il midollo, quindi il disturbo nervoso rappresenta la patologia.
  • Il fegato si presenta ingrossato, di colore scuro, e grasso
  • Secondariamente viene coinvolto il pancreas: che si presenta molto duro e rigido; il dotto pancreatico può’ essere ostruito da questo aumento di pressione, e può’ portare gradualmente il pancreas verso l’atrofia.

Sono coinvolti gradualmente anche tutti gli altri organi viscerali:

  • Lo stomaco risulta ingrossato e ipertrofico
  • I reni sono ingrossati e iperemici, con degenerazione grassa
  • Il cuore ipertrofico e iperemico va incontro a disfunzione (arteriosclerosi)
  • I polmoni: le bronchiti sono complicazioni molto frequenti, a causa della degenerazione a livello delle arteriole, o della circolazione sanguigna polmonare.
  • Acidosi e tossiemia e tutti i relativi danni che questo stato fisiologico porta con sé come la predisposizione al cancro e a malattie cardiovascolari.

Ipotesi di trattamento:

Fermo restando che é poco conveniente fare una diagnosi senza prima aver valutato attentamente il singolo paziente nella sua totalità, è possibile fare un’ipotesi circa la possibilità’ di trattare questa patologia nei primi stadi della sua evoluzione.

Il trattamento sarà indirizzato verso il lato chimico: rivolto cioè agli organi viscerali fegato, reni e vescica per ridurre la congestione e a ristabilire la normale funzione fisiologica degli organi secretori e escretori.

Sarà importante dare anche un stimolo al sistema muscolare, per evitare l’ipotonia.

Stimolare i centri gastro-nutritivi, i centri splancnici, i plessi lombari e sacrali.

Consigli pratici:

Ritrovare un corretto stile di vita è assolutamente fondamentale per migliorare il quadro clinico compromesso, solo l’associazione dei tre seguenti fattori può risultare davvero efficace:

  • Alimentazione: dieta che preveda il mantenimento di un indice glicemico stabile
  • Attività fisica è fondamentale per eliminare zucchero dalle cellule muscolari
  • Integrazione (estratti vegetali di supporto: cannella, acido lipoico, cromo, inositolo, chufa, berberina)

vanessa-di-nepi-osteopata Dott.ssa Vanessa Di Nepi Osteopata Roma

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Charles Poliquin e Tim Ferris

L’intervista di Tim Ferris a Charles Poliquin

L’intervista di Tim Ferris a Charles Poliquin

(Intervista estratta dal libro Il Segreto dei Giganti di Tim Ferris)

Charles Poliquin è uno degli allenatori di potenziamento più famosi del mondo. Ha seguito atleti di alto livello provenienti da quasi 20 diverse discipline sportive, inclusi campioni olimpionici, star dell’hockey, del football e del bodybuilding. Tra i suoi tanti clienti ci sono Helen Maroulis, la prima americana a vincere l’oro olimpico nella lotta, Dwight Philip, medaglia d’oro per il salto in lungo, Chris Pronger, miglior giocatore del campionato americano di hockey, e Edgar Martinez, una grande star del baseball.

Poliquin ha scritto più di 600 articoli sull’allenamento mirato a potenziare la forza muscolare, e le sue opere sono state tradotte in 24 lingue. È autore di 8 libri, inclusa una piccola gemma dal titolo Arm Size and Strenght: The Ultimate Guide.

Spirito guida: la tigre siberiana

SOLO PERCHÉ TI ALLENI NON SIGNIFICA CHE TI MERITI L’ACQUA ZUCCHERATA

«Il dato più importante tra quelli che ho appreso sulla nutrizione è che i carboidrati bisogna guadagnarseli… Per meritarti centinaia di chilocalorie in carboidrati dopo l’allenamento la tua massa grassa deve stare sotto il 10%. E il modo più veloce di appurarlo, per un uomo, è questo: si vede la linea alba [la separazione verticale] dei tuoi addominali? In altre parole, si vedono bene tutte le file di muscoli? Una sola non basta, si devono vedere tutte. In altre parole ancora, sugli addominali devi avere sì e no un velo di pelle come quella che ricopre il pene.» «Alcuni dei miei atleti ottengono i risultati migliori seguendo una dieta che prevede il 70% di carboidrati, il 20% di proteine e il 10% di grassi. Loro quei carboidrati se li meritano. Hanno un signor pancreas, un’alta sensibilità insulinica e tutto il resto, e una gran massa muscolare. Ma ad altri concedo appena 6 leccate a una prugna secca ogni 6 mesi. Questo si meritano, e questo hanno. E, dopo 6 mesi, gli concedo addirittura di dare una sbirciata alla foto di una torta una volta alla settimana.»

COME SI IDENTIFICA UN BUON ALLENATORE DI POTENZIAMENTO?

«Un buon allenatore di potenziamento dovrebbe essere in grado di seguire per 3 mesi una donna, non importa quale sia la sua massa grassa, e renderla capace di fare 12 piegamenti alla sbarra.»

LA COLAZIONE DI CHARLES POLIQUIN

Charles prende la colazione molto sul serio. Il suo classico menu prevede carne di selvaggina (di solito fritta nel burro di capra della Meyenberg), noci e talvolta fragole o avocado.

«Mi piacciono molto le noci di macadamia, ma tendo a variare per non sviluppare intolleranze… Quando sono in viaggio, uno dei motivi per i quali scelgo un albergo della catena Marriott è perché servono in tutto il mondo uova e bistecca.»

All’estero le cose possono farsi un po’ più complicate: «In Inghilterra, a Manchester, per esempio, non riuscii in nessun modo a procurarmi uova e bistecca per la colazione, così io e il mio assistente comprammo delle sardine. E il giorno seguente facemmo colazione con sardine e noci del Brasile. Su questo non transigo. A colazione mangio o carne o pesce o frutti di mare, e qualche noce».

TF: Molti miei amici hanno fatto il test per l’intolleranza alimentare e mi hanno chiamato dicendomi cose tipo: «Sono allergico ai cannellini! E anche all’albume!». Risultati del genere non implicano necessariamente che per motivi genetici non possiate ingerire questi alimenti. È abbastanza probabile che ne abbiate semplicemente abusato, innescando così una giusta risposta autoimmune, oppure che il laboratorio abbia fatto un errore. Ho visto laboratori dichiarare tutti i pazienti (e parliamo di decine di persone) intolleranti all’albume in una stessa settimana. Errori di questo genere capitano, le attrezzature possono guastarsi, e l’essere umano non è perfetto. Morale della favola: variate la vostra alimentazione, e confermate qualsiasi risultato con ulteriori analisi.

PELLE FLOSCIA E SMAGLIATURE

«C’è un’erba chiamata gotu kola che (e questo l’ho imparato dal dottor Mauro Di Pasquale, uno dei miei primi mentori) serve a sbarazzarsi di quello che definiamo tessuto cicatriziale o connettivo superfluo. Ma il fatto è che, in realtà, per 6 mesi in caso di pelle floscia non si nota alcun risultato. Quindi la gente dice che non ne vale la pena, ma io rispondo che bisogna insistere fino alla fine. E poi succede tutto dal giorno alla notte… «Ci sono alcuni farmacisti che possono realizzare una pomata bioassorbibile a base di gotu kola. Così funziona molto più rapidamente. Direi che se trovate un farmacista del genere, e se la forma di erba che usa è biologicamente attiva, allora potrete ottenere gli stessi risultati in 2 o 3 mesi.»

TF: Ho chiesto a Charles se è possibile assumerla per via orale, e lui mi ha suggerito un intero contagocce di estratto liquido della Gaia Herbs al giorno, che favorisce anche la rigenerazione dei tendini e migliora le funzioni cognitive.

4 VALORI DA CONTROLLARE OGNI 2 MESI

Charles raccomanda di controllare i seguenti marker ogni 8 settimane.

  1. Insulina al mattino (a digiuno).
  2. Glucosio al mattino (a digiuno). «Uno dei dettagli sui quali insisto è di fare sempre [questo test] esattamente 12 ore dopo aver mandato giù l’ultimo boccone. Perché? Perché voglio sempre dei valori reali. Il livello di glucosio del mattino potrebbe essere fuori scala perché avete digiunato 2 ore in più, e quindi non è reale.» TF: Questo punto è di cruciale importanza. Bisogna standardizzare quante più variabili possibile. Per esempio, io faccio le analisi sempre nello stesso giorno della settimana, e cerco di idratarmi sempre in uguali quantità, in genere bevendo 1 o 2 litri d’acqua e assicurandomi che l’urina sia limpida. Immaginate di fare un esame del test di giovedì, poi uno di controllo lunedì, dopo un fine settimana di sbronze che possono alzare il livello degli enzimi. I valori non saranno paragonabili. È buona norma evitare anche allenamenti troppo duri nelle 24 ore precedenti, se possibile, così da non avere dei valori falsati da eventuali infiammazioni muscolari. Controllate quelle variabili!
  3. Test dell’ipoglicemia reattiva. «Credo che questo sia l’esame più sottovalutato nel mondo della sanità.» (Anche il dottor Peter Attia include un test di tolleranza al glucosio tra i 5 esami più importanti; vedi p. 65 per ulteriori dettagli.)
  4. HbA1c (o emoglobina glicata): «Si dice che in pratica invecchiamo alla stessa velocità alla quale produciamo insulina. Grazie all’HbA1c io posso sapere qual è stato il livello medio dell’insulina negli ultimi 3 mesi… Nel corso degli anni ho scoperto che, in realtà, ingerire magnesio tramite integratori è il modo più rapido di abbassare questo valore. Quindi il magnesio è probabilmente uno dei migliori minerali contro l’invecchiamento.»

ALTRE INFORMAZIONI SUL MAGNESIO

«Credo che la miglior versione disponibile sia il treonato, se dovessi sceglierne una. Ma io preferisco prendere chelati differenti. [TF: Anche Dominic D’Agostino assume integratori di magnesio; vedi p. 31 per conoscere la sua opinione al riguardo.] Quindi uso anche il glicinato e l’orotato. Se date un’occhiata all’aspetto fisiologico della faccenda, e ci sono tante ottime ricerche facili da trovare, ogni forma di magnesio tende ad andare in un tessuto ben specifico. Quindi, per esempio, il glicinato ha una preferenza per fegato e tessuto muscolare; l’orotato funziona più nel sistema vascolare. Il treonato invece è perlopiù un induttore dell’acido γ-aminobutirrico, e di conseguenza migliora la qualità del sonno. Personalmente, prendo 2 grammi di treonato all’ultimo pasto, prima di andare a dormire, e uso varie forme di chelati come il glicerofosfato Gaba-Mag [prodotto da Trilogy Nutritional Supplements].» Un’altra ottima ricetta per il sonno: glutamina e probiotici prescritti da un medico (le marche sono tante) prima di mettersi a letto.

I BRAVI MEDICI

«La quantità di tempo che vi dedicheranno alla prima visita è con ogni probabilità il miglior indizio [della loro qualità].»

PER AUMENTARE IL TESTOSTERONE, ABBASSA IL CORTISOLO

«Di regola… la cosa migliore da fare per innalzare i livelli di testosterone è abbassare il cortisolo. Perché alla base di entrambi c’è la stessa sostanza, il pregnenolone, e se sottoposto a stress il vostro organismo alla fine tenderà a prediligere il cortisolo.»

TF: Se vi è mai capitato di mettervi a letto esausti, per poi sentirvi agitati e non riuscire a dormire, potrebbe essere stato proprio a causa del cortisolo. Per mitigare questa sensazione, nonché per ridurre i livelli di glucosio, prima di dormire io prendo fosfatidilserina e acetilcisteina. Nel mio caso, ho notato anche un notevole effetto nell’abbassare i livelli di ansia per il giorno successivo.  «Il miglior divulgatore riguardo alla terapia ormonale è il belga Thierry Hertoghe.»

«Squat frontali, con stacco all’indietro, col peso in alto: se dovessi scegliere solo una variante per i tuoi atleti, quale sarebbe?» «Quelli classici, frontali. Ho un sacco di statistiche al riguardo. Perché con lo squat frontale è impossibile imbrogliare. Parlo di quelli fatti partendo con le chiappe che sfiorano il pavimento, nel senso che devi proprio lasciare l’alone sul tappetino nella posizione iniziale. A mio parere, chi vuole davvero diventare un atleta dovrebbe fare tutti gli squat partendo da questa posizione… Vanno fatti alla maniera del sollevamento pesi alle Olimpiadi. Quindi, mani leggermente più larghe delle spalle, i gomiti quanto più in alto possibile e, soprattutto, piegati verso l’interno. Questo significa che blocchi la sbarra proprio davanti alla gola. Se riesci a eseguire questo esercizio e ti senti comunque a tuo agio, allora lo stai facendo male. Se eseguito come si deve, lo squat provoca una specie di costrizione al collo». (Vedi le opinioni di Kelly Starrett al riguardo, a p. 124.)

IL PRIMO PASSO NEL RISCALDAMENTO PER GLI SQUAT

«Diverse ricerche mostrano che la mobilità della caviglia diminuisce la probabilità di danni alle estremità inferiori, rottura del crociato, lesione del tendine, stiramento dell’inguine e così via. Quindi, per prima cosa [come riscaldamento prima degli squat], io andrei a una calf machine e lavorerei sui polpacci, poi mi metterei giù a fare stretching statico per 8 secondi. Finirei con delle contrazioni volontarie, perché questo garantisce una maggiore forza nel muscolo. I dati scientifici parlano chiaro: se fai stretching statico e non concludi con una contrazione, gli infortuni diventano più probabili».

TF: Queste parole, insieme ai suggerimenti di Paul Levesque, mi hanno convinto a prendere sul serio gli squat alla cosacca (vedi p. 87). Ora presto più che mai attenzione ai polpacci, sia per evitare infortuni sia per incrementare la flessibilità nella parte superiore delle gambe (vedi Christopher Sommer, p. 9).

ATTIVARE I GARRETTI

Una volta ho seguito il seminario sul miglioramento della catena cinetica tenuto da Charles, nel quale mi ha distrutto le braccia con le sue tecniche di rilascio attivo e ha raddoppiato la mia rotazione interna della spalla nel giro di pochi minuti (vedi 4 ore alla settimana per il tuo corpo). Ci insegnò anche la tecnica “muscolo-tendine”, che serve ad attivare i garretti (tra altri muscoli) usando una semplice frizione vicino all’attaccatura. Per esempio, per aumentare all’istante il vostro livello di forza in una serie di alzate verticali, potete stendervi sul pavimento e chiedere a qualcuno di strofinare rapidamente il taglio della mano, stile Karate Kid, lungo le 2 linee tratteggiate che vedete nella figura qui accanto, circa 10 secondi per ciascuna parte. Per motivi la cui spiegazione richiederebbe più spazio di quanto ne abbiamo, vi conviene cominciare dalla piega dei glutei per le alzate, ma nel caso di stacchi da terra con pesi è meglio partire da quella appena sotto il ginocchio.

Libri preferiti di Charles Poliquin

L’acquisto migliore sotto i 100 dollari? «Era un regalo, quindi non conosco il prezzo esatto, ma non credo sia molto alto. Si chiama Bamboo Bench [realizzata dal personal trainer tedesco Bernd Stoesslein]. Ha questa sorta di mezzaluna [si può agganciare a qualsiasi panca] per appoggiare la spina dorsale. Così quando fai i sollevamenti alla panca, puoi far scendere i gomiti molto più in basso del normale. Il movimento scapolare è più libero, e non si prova alcun dolore al torace».

Chi ti viene in mente quando senti la parola “successo”? Winston Churchill. «Quel tizio aveva le palle. Si è opposto a Hitler, ha riunito la Gran Bretagna, si è rifiutato di arrendersi. Ha vinto anche un Nobel per la letteratura. Sono in pochi a saperlo».

TF: Una curiosità: dopo che Charles ha fatto questa dichiarazione nel mio podcast, il proprietario della casa che fu di Winston Churchill l’ha contattato per invitarlo a fare una visita.