Il pregiudizio e l’ignoranza » Dott. Francesco Balducci

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Il pregiudizio e l’ignoranza » Dott. Francesco Balducci

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Dott. Francesco Balducci Medico Chirurgo

Ho preferito scrivere, come si suol dire, “a mente fredda” in merito all’assurda sospensione dei due biologi, ai quali va la mia piena solidarietà, da parte del Consiglio di Disciplina dell’Ordine Nazionale di categoria.
Ho letto l’articolo con le motivazioni addotte per tale provvedimento iniquo e già dalle prime righe traspaiono le due peggiori piaghe del progresso e della verità scientifica: il pregiudizio e l’ignoranza.

La scelta stessa delle apposizioni e degli aggettivi qualificativi, da un punto di vista meramente semantico, denota intento di scherno e assoluta mancanza di conoscenza della dieta paleo, definita “particolare regime alimentare che si dice ispirato all’età della pietra” e più sotto ancora designata come “singolare” e più avanti “ la dieta degli uomini delle caverne”.

Questo stile o modello alimentare, ampiamente documentato da studi di paleontologia e antropologia, è ancora oggi seguito dalla maggior parte delle popolazioni indigene tribali scarsamente contattate e da tutte quelle incontattate, in ogni parte del mondo, a decine di migliaia di km di distanza. Basti pensare agli Onge e ai Sentinalesi delle Andamane, studiati solo dall’alto, e agli autoctoni dell’Amazzonia. Un modello alimentare secondo natura ed elettivo per l’Homo Sapiens, definito anche “dieta dei cacciatori e raccoglitori”, quali erano i nostri antenati.

La paleo dieta non è quindi “ispirata all’età della pietra”, facendo intendere che è ormai vetusta e improponibile perché oscurantista e non ideale per l’uomo moderno, e nemmeno “singolare”.
Essa è la dieta osservata da tempi ancestrali dalla specie umana in tutto il mondo da tutte le popolazioni indigene primitive o semiprimitive. Più “plurale “ di così…

Basterebbe viaggiare nei luoghi più selvaggi ed incontaminati del pianeta ed “osservare” usi e costumi, ancora odierni, delle tribù, invece di lasciarsi vincere dal pregiudizio.
Il mio collega ed amico Andrea Luchi, vicepresidente dell’Associazione Medici Italiani Evoluzionisti, della quale sono onorato di essere Presidente, ha chiaramente ricordato gli Hadza e gli Inuit quali esempi di dieta paleo o meglio “secondo natura”, precisando che la distribuzione dei macronutrienti varia molto da popolazione a popolazione, anche in relazione alle latitudini. Pertanto anche l’asserzione “dieta iperproteica che elimina quasi del tutto nutrienti come i carboidrati” manifesta totale ignoranza sulla dieta paleo, nella quale i carboidrati sono ben rappresentati e talvolta in misura abbondante. Mi domando se a questo punto siano a conoscenza che frutta, verdure e tuberi contengano carboidrati, come da tabelle nutrizionali facilmente consultabili ovunque…
Io stesso, che seguo uno stile alimentare siffatto, consumo almeno il 50-60% di carboidrati quando svolgo attività fisica intensa.

Non è stato compreso, probabilmente per scarso e superficiale studio, che la dieta paleo va personalizzata in base al biotipo, al terreno genetico individuale, all’entità e al genere di attività fisica, alle eventuali predisposizioni a patologie degenerative, pur seguendo alcune norme comuni, essendo la dieta elettiva per il Sapiens. L’articolo pubblicato dall’Ordine dei Biologi è un coacervo di inesattezze e falsità, facilmente confutabili in sede di dibattito con ampia documentazione scientifica e ricchissima casistica a livello mondiale, non solo italiana.

Basterebbe leggere con occhi lungimiranti e curiosi tutti gli studi pubblicati recentemente nelle più prestigiose riviste di medicina, circa i risultati ottenuti con tale dieta secondo natura ( e non degli “uomini delle caverne” …) soprattutto nella cura delle malattie degenerative ed autoimmuni, ormai dilaganti, dove la tanto decantata dieta mediterranea ha miseramente fallito.

Fallito perché oggi la dieta mediterranea viene interpretata da quasi tutti, biologi e medici inclusi, come basata su pane, pasta, pizza, prodotti da forno. Anche qui, come egregiamente ha precisato il dott. Giovanni Parisi, consigliere AMIE, sarebbe sufficiente informarsi e studiare per scoprire che la dieta mediterranea originale, valutata a Creta e poi nel Cilento, era caratterizzata da pesce, cacciagione, olio extravergine di oliva, frutta e verdura e solo in condizioni emergenziali di carestia e penuria, da modiche quantità di cereali e legumi, cibi poveri anche tradizionalmente.
Oggi tale dieta non esiste più e si assiste ad un incremento spaventoso del consumo dei prodotti da forno e industriali con obesità, malattie cardiovascolari e diabete a livelli preoccupanti.
E desidero menzionare anche le neurodegenerazioni frequentissime.

L’attuale demonizzazione perpetrata ai danni della carne e delle proteine animali in toto, si basa su studi effettuati su carni processate, trattate, separate meccanicamente e manipolate e su carni provenienti da allevamenti intensivi, nei quali gli animali vengono nutriti con…cereali e soia per ingrassarli e non con cibo specie speciale, ovvero con erba e fieno. Facile così ottenere risultati scorretti e fallaci, basandosi su presupposti viziati! Personalmente ho messo in difficoltà il Prof. Longo, fautore della dieta ittio-vegana in una sua conferenza a Genova, quando ha dovuto ammettere “a denti stretti” che gli studi sulla carne sono effettuati su quella industriale e non grass fed!

Nell’articolo, invece cosa leggo? “la mancata assunzione di latte e derivati potrebbe portare a una carenza di calcio e contribuire all’insorgenza di diverse patologie croniche tra cui il diabete”.
Sorvolo sulla carenza di calcio che non è assolutamente vera e comprovata, anzi uno studio recente ha evidenziato proprio il contrario: un gruppo di donne che consumavano quantità notevoli di latte aveva livelli ematici di calcio INFERIORI a un gruppo di donne che non bevevano latte e non è stata dimostrata alcuna correlazione con il rischio osteoporotico.
Inoltre basterebbe anche in questo caso leggere le tabelle nutrizionali circa il contenuto di calcio degli altri alimenti. Calcio biodisponibile per giunta.

Ma la chicca è questa: “la mancata assunzione di latte e derivati potrebbe contribuire all’insorgenza del diabete”. L’articolista dovrebbe spiegare i meccanismi di tale connessione, ovvero in che modo la mancata assunzione di latte determinerebbe il diabete. In campo medico scientifico universale le cause sono riscontrabili nell’eccesso di zuccheri con l’alimentazione ( diabete con resistenza insulinica ) oppure da una mancata produzione di insulina ( diabete insulino privo).
Qui siamo proprio negli elementi fondamentali di biochimica, fisiologia e patologia medica, completamente ignorati e stravolti…
Tra l’altro plurimi studi pubblicati hanno evidenziato i vantaggi della dieta paleo proprio nella terapia del diabete! (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30652528)

L’autore fa poi riferimento alla “surrettizia sperimentazione” della dieta paleo, e questo è risibile, poiché la “sperimentazione” è durata milioni di anni e ancora oggi nelle tribù indigene di ogni parte della Terra.
Ritengo surrettizio, mendace e mistificatore quanto è stato scritto in questo articolo a proposito della dieta paleo, che si qualifica come “priva di validazione scientifica”, omettendo e non leggendo assolutamente tutti i numerosi studi a suo favore, compiuti in tutto il mondo. Non basta una “sbirciata” di pochi minuti con pregiudizio e sufficienza; occorre studiare con accuratezza e limpidità mentale e soprattutto imparzialità scientifica.

Non può essere accettata la decisione di qualificare la dieta paleo come pericolosa in modo arbitrario, misconoscendo gli evidenti benefici, oggetto di molteplici studi indipendenti.
Grave è poi il fatto che sia stato preso un provvedimento contro chi consiglia tale dieta, evento unico nel mondo. Non mi sembra siano state prese misure disciplinari nei confronti dei promotori della dieta paleo in altri stati.

Una domanda sorge spontanea e che necessita di adeguata e pronta risposta: perché non sono mai stati presi provvedimenti disciplinari contro biologi che consigliano la dieta vegana, aberrante per l’essere umano, giacchè priva di basilari elementi nutrizionali e chiaramente sbilanciata, al punto che chi la segue è obbligato a consistenti supplementazioni e controlli medici? L’etica, sovente invocata fuori luogo, non deve influenzare il giudizio scientifico. Perché non sono mai stati presi provvedimenti contro quei biologi che in televisione consigliano diete assurde limitanti a base di sola pasta, o sola frutta o solo gelato, addirittura?

Noi medici, che conosciamo perfettamente i vantaggi e gli svantaggi di tutti gli stili alimentari e che consigliamo anche la paleo, quale validissimo strumento terapeutico per migliorare lo stato di salute dei pazienti, con migliaia di testimonianze positive, siamo a disposizione per un confronto scientifico in merito e invitiamo i membri dell’Ordine dei biologi a partecipare al nostro prossimo congresso, ove potremo palesare con minuziose relazioni scientifiche i vantaggi della dieta secondo Natura, se non amate il termine paleo.

Concludo sottolineando che noi medici AMIE associamo sempre alla corretta alimentazione l’attività fisica e l’allenamento personalizzato, purtroppo ignorati e non effettuati in prima persona proprio da gran parte di coloro che non conoscono lo stile di vita paleo.
Per amore di verità e chiarezza.

Dott. Francesco Balducci


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