Cos’è il Protocollo Coimbra per le malattie autoimmuni? » PaleoAdvisor

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IL PROTOCOLLO COIMBRA

cicero-coimbraIl Protocollo Coimbra è un protocollo medico di trattamento delle malattie autoimmuni messo a punto dal dott. Cicero Coimbra, medico neurologo brasiliano, ricercatore, professore associato del Dipartimento di Neurologia dell’Università di San Paolo (UNIFESP) e fondatore e presidente dell’“Institute for Investigation and Treatment of Autoimmune Diseases”.

Il Protocollo Coimbra mira a regolare fisiologicamente il sistema immunitario, interrompendo la devastante reazione autoimmune e bloccando la degenerazione della malattia, pertanto è indicato per il trattamento di tutte le malattie autoimmuni, e non è specifico per una di esse. “L’idea di partenza è questa: ciò che non funziona in queste patologie è il sistema immunitario. Non mi interessa che il sistema attacchi la mielina, il pancreas, la pelle o quale altro organo. Il nostro scopo è regolarizzare il sistema immunitario“.

La differenza tra la vitamina D e i farmaci convenzionali utilizzati nel trattamento di malattie autoimmuni è che la vitamina è un immunoregolatore, non un immunosoppressore. Mentre gli altri farmaci sopprimono il sistema immunitario nel suo complesso, lasciando il corpo suscettibile alle infezioni, la vitamina D è l’unica sostanza in grado di inibire selettivamente la reazione chiamata “Th17″, che è causata dalle malattie autoimmuni.” (dott. Coimbra)

AZIONE

Durante l’esecuzione di questo protocollo il sistema immunitario aumenta la quota dei linfociti T regolatori, che bilanciano tutta l’immunità dell’organismo e, allo stesso tempo, inibiscono l’iperreattività dei linfociti Th17, responsabili della risposta autoimmune.

Leggi anche: Vitamina D: un ormone, più che una semplice vitamina » Dott. Francesco Balducci

In nessun momento della storia della medicina c’è stato un immediato consenso su una nuova innovazione. Alla stragrande maggioranza dei medici è stato insegnato di trattare le malattie autoimmuni con immunosoppressori e molti non sanno che la vitamina D è un ormone. Essendo relativamente nuovo, questa conoscenza sulla vitamina D non è presente nei libri di neurologia o di reumatologia, anche se ci sono centinaia di pubblicazioni, testimonianze e articoli scientifici attendibili sull’argomento. Inoltre, la medicina basata sull’evidenza ritiene gli studi controllati ‘sacrificabili’ quando l’effetto benefico è chiaro.” (dott. Coimbra)

DOSAGGIO

Ogni malattia autoimmune necessita di un adattamento della terapia e dei suoi dosaggi.

Secondo il dott. Coimbra non esiste un valore ottimale di Vitamina D nel sangue, poiché dipende da quanta il corpo è in grado di attivarne, ovvero di trasformarla nella forma attiva (il calcitriolo), la forma che ha poi in pratica l’effetto immunomodulatorio.

I pazienti con autoimmunità presentano una ridotta capacità di trasformare la vitamina D nella sua forma attiva.

Pertanto il trattamento con alte dosi di colecalciferolo si caratterizza per una variabilità individuale della dose somministrata, il cui range può andare dalle 40000 UI alle 320000 UI per giorno. Il dosaggio va stabilito controllando la risposta nel sangue degli esami di vitamina D e paratormone intatto (PTH).

Il Protocollo Coimbra associa agli alti dosaggi di vitamina D l’utilizzo di anche altri integratori, quali il magnesio, gli omega 3, lo zinco, il selenio, la vitamina B2, l’acido folico ecc.

Circa 20 minuti di esposizione al sole, con le braccia e le gambe scoperte e senza protezione solare, sono in grado di produrre 10.000 unità di vitamina D. Dopo aver raggiunto un quantitativo doppio, la produzione di vitamina D cessa. È interessante notare che questa situazione è in contrasto con le raccomandazioni delle agenzie internazionali, che attualmente indicano ai medici di prescrivere integrazioni di solo 600 unità al giorno. Perché il corpo umano produce 10.000 unità se in realtà ne necessita di meno? Queste 600 unità non sono in grado di risollevare una carenza di vitamina D in una persona adulta.” (dott. Coimbra)

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EFFETTI

Con questo protocollo le malattie autoimmuni possono andare in remissione, cioè fermare la loro progressione, approssimativamente nel 95% dei casi.

Se il paziente non ha ricevuto gravi danni in precedenza, diviene in grado di condurre una vita piena e normale. I soggetti che, al contrario, hanno già subito gravi danni a causa dalle loro malattie, pur avendo dei benefici o fermando la progressione della patologia, ne conserveranno i deleteri risultati. In questi casi la vitamina D è comunque in grado di apportare benefici e miglioramenti, specie sulla stanchezza e l’infiammazione in tutte le sue forme.

DIETA

Secondo il protocollo Coimbra si devono escludere dall’alimentazione i cibi ricchi di calcio (latticini, frutta secca, acqua minerale ricca di calcio), per non avere problemi di eccesso di calcio (ipercalcemia). Questo pericolo viene scongiurato, oltre che attraverso la restrizione degli alimenti ricchi di calcio e un’abbondante idratazione, da periodici esami della calciuria.

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COSTI

“Poiché la vitamina D è molto economica e corrisponde al 95% del trattamento, il costo mensile varia da 10€ a 30€ a seconda della dose giornaliera somministrata. Ciò contrasta con i 3.000-5.000 € al mese del costo dei trattamenti convenzionali. Inoltre, la vitamina D elimina il 100% di attività della malattia in quasi tutti i casi, mentre gli altri farmaci bloccano al massimo il 30%, secondo l’industria farmaceutica stessa.” (Dott. Coimbra)

Disclaimer
Le informazioni contenute in questo articolo sono solo a scopo informativo: in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, né intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.


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