Paleo Diet o alimentazione secondo Natura? » Alessio D. Vilardi

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Paleo Diet o alimentazione secondo Natura? » Alessio D. Vilardi

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Alessio “Alexiules” Vilardi Personal Trainer BIIO System

Diciamoci la verità: quando il suffisso “diet” o “dieta” viene posizionato lì, dopo una qualsiasi altra parola, è facile storcere il naso. Siamo stati abituati nel corso degli ultimi decenni ad un marketing esasperato riguardante il dimagrimento, passando da diete dal nome fantasioso a quelle che riportano il nome dei loro inventori per poi arrivare ai famigerati “sostituti del pasto” che altro non fanno che diseducarci completamente alla corretta alimentazione.

Ma quale sarebbe appunto la via più giusta, in termini genetici e non solo, da approcciare per portare il nostro stato di salute (e di performance sportiva) verso l’ottimale?

Senz’ombra di dubbi la “Paleo Diet” che assume per errore il suffisso “dieta”, mettendola così nel mezzo del calderone insieme a tutte le altre tipologie di approcci alimentari. Quando tu chiami questa alimentazione “dieta”, non fai altro che metterla a paragone con le altre, sullo stesso livello, dandoti la possibilità di scegliere quella che più si avvicina alle tue credenze o che ti permette di restare nella tua comfort zone.

Troppo facile fare una “Pizza Diet”, dire che fa perdere peso perché ci calcolo le calorie per avere un deficit giornaliero/settimanale/mensile, per poi perdere effettivamente peso, ma peggiorando quasi certamente fin da subito tutta la composizione corporea, rendendola inidonea ad essere utilizzata a lungo termine.

Cosa può rendere “sostenibile” una dieta? La risposta viene dal passato.
Sappiamo che l’apporto proteico è fondamentale per non incorrere in problemi gravi come la sarcopenia e l’atrofia muscolare e possiamo tranquillamente raggiungere quote elevate (2/3gr per kg di peso corporeo) in caso di atleti di potenza e/o di endurance, i quali hanno un fabbisogno maggiore di aminoacidi per la riparazione muscolare e, udite udite, per il ripristino del glicogeno, ovvero le riserve di zuccheri presenti naturalmente nel fegato e nei muscoli.

Gli alimenti naturalmente ricchi di TUTTO lo spettro aminoacidico, sono le uova, le carni rosse, e carni bianche, dunque pollame, pesce,… Nulla di nuovo sotto al sole.
L’apporto dei grassi invece? Errore comune è demonizzarli, poiché sono fondamentali per l’assimilazione delle vitamine liposolubili (A, D, K in primis), permettono il turnover dei rivestimenti delle celllule del sistema nervoso, oltre che essere presenti in tutte le membrane fosfolipidiche cellulari. Nell’alimentazione paleolitica, questi erano presenti ben oltre il 40% del totale calorico giornaliero ma non presentavano le caratteristiche di molti grassi ingeriti negli ultimi secoli: non c’erano i grassi trans, tipici della margarina, della pasticceria e dei cibi confezionati, e si mangiavano molti grassi monoinsaturi (frutta secca) oltre che i saturi presenti in carni rosse e uova.

Il problema della alimentazione occidentale odierna è che il rapporto tra acidi grassi omega-6 e omega-3 è sproporzionata sul 10:1 o anche più, mentre il loro rapporto dovrebbe essere 1:1, 1:3.

I carboidrati? Per l’italiano medio, carboidrati fa rima con cereali, ed effettivamente la maggior parte delle persone che hanno malattie autoimmuni (collegate con l’utilizzo dei cereali, oltre che legumi e latticini) e che soffrono di forte sovrappeso, se non di obesità, ne fanno largo uso. Non ne usciranno mai fuori, possono anche rischiare di morire ma non gli puoi togliere il piattone di pasta con la “famigliare di peroni ghiacciata” a tavola, giusto per citare il compianto ragionier Ugo Fantozzi, emblema dell’italiano moderno: poco attivo, in sovrappeso, preda di vampate di calore e bisognoso di intrugli stimolanti per andare a letto con l’ormai anziana Signorina Silvani.

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Il secondo tragico Fantozzi, Luciano Salce 1976

Vi dirò un segreto, ma tenetevelo stretto stretto: FRUTTA, VERDURA e alcuni TUBERI, sono carboidrati, 1000 volte più salubri dei tanto decantati cereali, integrali compresi. Ecco alcune considerazioni:

  1. Frutta e verdura sono ricchi di micronutrienti, tra cui gli antiossidanti, polifenoli e fibre (che permettono di combattere le malattie cardiache, cancro e osteoporosi
  2. Le fibre presenti nella frutta sono circa il doppio di quelle presente nei cereali integrali, mentre i tuberi amidacei concessi, vedi patate dolci e varianti, ne hanno fino a 8 volte di più della pasta o del pane integrale
  3. I cereali contengono lectine e saponine e gliadina, potenti antinutrienti che causano la “leaky gut” ovvero permeabilità intestinale, la quale comporta in persone predisposte, oltre 30 malattie autoimmuni diverse (artrite reumatoide, lupus, morbo di Crohn, Schizofrenia, tiroidite di Hashimoto, Psoriasi, Asma, Gastrite, Nefropatie, Epatite autoimmune, diabete di tipo I, Autismo, …), contenuti anche nei legumi, ricchi anche di inibitori delle proteasi che impediscono il corretto assorbimento degli aminoacidi (altro che pasta e ceci = bistecca dei poveri!). Consideriamo anche l’acido fitico presente nei legumi, i quali chelano la stragrande maggioranza di minerali, come magnesio, zinco, potassio,.. fondamentali per le funzioni dell’organismo, e soprattutto negli sportivi.
  4. I latticini sono ottimi al gusto ma quanto pessimi in termini di nutrienti e di salubrità: il cartone del latte di cui vi nutrite a colazione è forse più nutriente della bevanda bianca che contiene. Infatti i diversi processi di pastorizzazione a cui è sottoposto, azzerano tutti i nutrienti e micronutrienti presenti, rendendola una bevanda indigeribile per chi ha bassa lattasi (quasi tutti), oltre che pericolosa in termini di malattie autoimmuni (la butirofilina è una proteina dichiarata fondamentale per l’attivazione dei meccanismi che portano alla sclerosi multipla, oltre che sono tante le evidenze scientifiche che correlano il consumo di latte bovino, oltre lo svezzamento naturale, con la comparsa del diabete giovanile). I prodotti caseari e il latte in particolare, sono legati alla comparsa di malattie cardiovascolari. Infatti alzano il rapporto calcio-magnesio da 2:1 a 5:1, causando una liberazione di calcio che va ad intaccare le arterie, oltre che l’enzima xantina ossidasi presente nella bevanda, va ad attaccare i vasi linfatici e sanguigni, causando aterosclerosi. Metti pure che i formaggi sono alimenti acidificanti e causano una perdita di calcio per basificare il sistema.
    Altro che latte = più calcio nelle ossa! Queste solo per dirne alcune.

Generalmente, l’italiota medio direbbe: “e cosa mi rimane da mangiare?
La risposta potrebbe essere: “dipende dalla quantità e la qualità della vita che vuoi avere”

Fare l’associazione “cereali=carboidrati” è la più grande fesseria che si possa fare: ci sono migliaia di varietà di frutta e verdure oltre che parecchi amidi concessi, come castagne, platano e patate dolci, tutti appartenenti alla categoria dei carboidrati.

Bisogna solo stare attenti al carico e indice glicemico, in base alle attività svolte durante la giornata, ma comunque tutti i cereali, compreso il riso, hanno carico glicemico oltre il 20, mentre la frutta si attesta intorno al 10, se non meno.

“Ma il Glicogeno muscolare puoi riempirlo solo con gli amidi dei cereali!”

Considerando che arrivati nella fase finale della digestione, un polisaccaride viene sempre diviso nei monosaccaridi, glucosio e fruttosio, il corpo non sa da quale fonte sono arrivati e vi assicuro che è possibile ricaricare tutto il glicogeno (massimo 300gr nei muscoli) dalle sole fonti vegetali, oltre che dagli amidi concessi citati sopra, senza dimenticare che anche le proteine in eccesso possono diventare fonte glucogenetica, anche per il ripristino delle scorte muscolari.

Sportivi che praticano attività di potenza, come gli sprinters i saltatori e i powerlifter, possono tranquillamente affrontare una paleo diet, con quantità di carboidrati non elevate, visto che il loro allenamento e la loro discipilina saranno prevalentemente alattacide, dunque con consumo limitato di glucosio. Verranno comunque innalzati nel periodo competitivo poiché il meccanismo lattacido e aerobico possono essere da supporto o determinanti in alcune discipline, vedi i 100/200 metristi.

Negli atleti praticanti endurance, si può facilmente raggiungere quote elevate di carboidrati praticando una PaleoZona (40-30-30 con alimenti paleo), se si vuole “lavorare” con i carboidrati, anche se resta sostenibile e allettabile anche una high fat in ottica fondo e maratona.

Fate un salto sul profilo del 60enne Geppy Ribaudo P.T. palermitano che arriva anche a sfondare i 500gr di CHOS al giorno, sempre restando in ottica paleo diet. Fisico da fare invidia anche tra i 20enni.

Geppy Ribaudo

Geppy Ribaudo Personal Trainer Master BIIO System – EVO Diet

Cereali, latticini e legumi sono cibi utilizzati solo a partire dal neolitico, 10/15 mila anni fa e il nostro corpo non è ancora settato per poterne assimilare i nutrienti, senza alcuna controindicazione, figuriamoci i junk food a cui ci stiamo abituando da appena mezzo secolo.

L’unica via che vi rimane è l’informazione, quella libera. A voi la scelta.

Libri consigliati:
A. Romano (2013). La Paleo Zona, Rizzoli editore
A. Rossiello, A. Angelastri (2019). Il nuovo vivere secondo natura, etabeta
A. Rossiello, A. Angelastri (2019). Insonnia, il male del nuovo secolo, etabeta
G. Cianti (2005). Allenati e alimentati con i cicli naturali, Editrice Elika
L. Cordain (2016). Paleo diet for Athletes
R. Wolf (2012). La Paleo dieta, Sonzogno editore


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