Il digiuno, una pratica tanto temuta quanto efficace » Dott.ssa Vanessa Di Nepi

Il digiuno, una pratica tanto temuta quanto efficace » Dott.ssa Vanessa Di Nepi

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Dott.ssa Vanessa Di Nepi Osteopata

Il digiuno, una pratica tanto temuta quanto efficace

Usato fin dall’antichità da tutte le religioni come pratica per purificare il corpo e la mente, il primo a parlarne fu il medico Ippocrate nel 460 a.C.

Oggi il termine digiuno suscita ancora nella maggior parte delle persone reazioni avverse fino al “terrore”… Forse perché si associa al digiuno tutta una serie di conseguenze (debolezza, fame, apatia, perdita di massa muscolare, pericolo ecc.) che in realtà, come andrò ad approfondire in questo articolo, sono assolutamente false.

Forse perché si dà al cibo un valore cosi importante che privarsene per qualche giorno sembra un sacrificio troppo grande. Forse perché si ha uno scarso autocontrollo e poco desiderio di entrare in contatto con un sentire più rivolto verso l’interno. Forse perché si è poco informati sulla varietà di esiti positivi che questa pratica può esercitare sul corpo e sulla mente.

Qualunque sia la motivazione, un concetto dovrebbe rimanere impresso nella vostra mente: il digiuno fa parte della nostra evoluzione!

Moltissimi popoli sono riusciti a sopravvivere a carestie e ancora oggi a vivere sfruttando la capacità innata del corpo di utilizzare le riserve energetiche accumulate nell’organismo.
L’adattamento del corpo al digiuno rappresenta uno degli esempi più straordinari delle capacità del nostro organismo di conservarsi in condizioni fisiologiche per lunghi periodi.

Ci sono diversi tipi di digiuno: digiuno intermittente (molto utilizzato nella pratica sportiva in cui si mangia per un tot di ore e ci si astiene dal cibo per altre ore), digiuno liquido in cui si beve soltanto acqua, digiuno secco in cui ci si astiene sia dal cibo che
dai liquidi.

Un soggetto sano può rimanere senza cibo e sopravvivere fino a 24-30 giorni, nel caso del digiuno secco si parla di qualche giorno. Vediamo quali armi mette in campo il nostro organismo per difendersi e sopravvivere senza cibo, classificando le reazioni del corpo in 4 grandi categorie:

Post assorbimento

Inizia 2-4 ore dopo la fine del pasto, dopo che gli alimenti sono stati assorbiti dall’intestino tenue. Si ha un momentaneo calo glicemico, così il fegato attraverso la glicogenolisi epatica (degradazione del glicogeno presente nel fegato in piccole unità) forma nuovo glucosio che saraà utilizzato come fonte di sostentamento per tessuti quali cuore, sangue e cervello e per il mantenimento di adeguati livelli glicemici. La scorta energetica dura all’incirca mezza giornata.

Digiuno Breve

Dura fino a 24 ore. I bisogni dell’organismo sono supportati sia dalla glicogenolisi epatica che dalla gluconeogenesi: il fegato, non riuscendo a ricavare tutta l’energia necessaria dalla glicogenolisi, comincia bruciare gli aminoacidi ricavati da scorie presenti nelle cellule o dalle proteine muscolari per ricavare glucosio.

Quando anche queste riserve sono finite, l’organismo utilizza un metodo di risparmio di glucosio (che essendo poco va destinato all’organo nobile per eccellenza: il cervello; una parte va anche ai globuli rossi). Inizia così a bruciare le riserve di trigliceridi. I triglicerdi (che verranno scomposti in acidi grassi) vengono captati dal fegato e trasformati in corpi chetonici. I corpi chetonici sono tre composti (acetone, acetoacetico, acido beta-idrossibutirrico), normalmente sono presenti nel sangue in piccole quantità, e vengono captati dalla cellula epatica in caso di eccesso di Acetil-CoA e usati a scopi energetici in tessuti quali muscolo scheletrico, cuore, corteccia renale e cervello (nel cervello viene escluso però l’utilizzo di acetone).

Digiuno di media durata

Superate le 24 ore si passa al digiuno di media durata. Il cuore e il cervello cominciano ad usare i corpi chetonici al posto del glucosio. La chetosi è una forma di adattamento fisiologico-metabolico del nostro organismo al digiuno prolungato e avviene quando il corpo passa a bruciare più grassi per ottenere energia.

Digiuno prolungato

Si protrae oltre i 30 giorni; il corpo non ce la fa più, non è più in grado di provvedere al mantenimento della sua fisiologia in quanto ha sfruttato tutte le risorse disponibili; si rischia la morte.

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In linea generale questa pratica è utile per purificare il corpo dalle tossine accumulate, combattere e prevenire quasi tutte le malattie degenerative (anche le più debilitanti tra cui tumore, SLA, malattie cardiovascolari, malattie autoimmuni), favorire la concentrazione intellettuale, emotiva, ritrovare la forma e l’efficienza fisica.

Più nello specifico vediamo cosa succede alle singole cellule.

  • Uno degli effetti più rilevanti di questa pratica è la diminuzione delle molecole responsabili dei processi di crescita, in particolar modo IGF-1 (Insuline like Growth Factor o fattore di crescita) e m-TOr (un enzima che regola la crescita cellulare, la sua riproduzione e sopravvivenza). Questo permette di ridurre i fattori che espongono al rischio di ammalarsi di tumore e altre malattie autoimmuni.
  • Si attivano le cellule staminali, producendo ringiovanimento e rigenerazione.
  • Ripristino cellulare: il digiuno induce le cellule al fenomeno dell’autofagia (ovvero la morte cellulare e la sostituzione delle parti danneggiate con delle nuove cellule).
  • Attivazione del sistema immunitario, inducendo fenomeni di detossificazione ed eliminazione delle scorie accumulate.
  • Riduzione dei fenomeni che scatenano l’infiammazione (diminuzione della VES e della proteina c reattiva, omocisteina e interleuchina 6 tutti fattori che preparano il terreno per malattie cronico- neuro-degenerative).
  • Riattivazione ormonale (i ricettori riacquistano la capacità di leggere gli ormoni circolanti).
  • Miglioramento della sensibilità insulinica e riduzione della glicemia.
  • Riduzione del grasso viscerale (ricordiamo che l’accumulo di grasso viscerale è quello che più predispone a patologie quali diabete e malattie cardiovascolari).
  • Aumento della forza muscolare.

Dopo le 72 ore di astensione dal cibo il digiuno diventa terapeutico e l’organismo mette in atto un cambiamento nel suo metabolismo e nella sua fisiologia. Qui ha inizio la fase detossificante perché cambia l’habitat della cellula: quando la matrice del connettivo si ripulisce di tutte le scorie acide, l’organismo si riappropria della sua capacità di autoripararsi e produrre nuove cellule staminali.

L’apparato digerente cambia la sua fisiologia e diventa un organo di eliminazione. Nel tubo digerente si riversano secrezioni varie che vengono a smaltire materiali di scarto, altre sostanze acide accumulate vengono anche smaltite attraverso le mucose dell’ apparato respiratorio, urinario e genitale.

A livello mentale si affinano la sensibilità e l’emotività; l’attenzione e la memoria hanno un significativo incremento, così come le capacità intuitive e logiche grazie all’eliminazione di tossine a livello cerebrale.

Il cervello durante il digiuno diviene sempre più efficiente. Migliorano la vista e la dimensione percettiva, il senso del gusto e dell’olfatto si affinano. La forza muscolare decresce leggermente nei primi 2- 3 giorni e dopo un leggero catabolismo iniziale alla fine del digiuno ne trae beneficio e aumenta in modo significativo.

Durante il digiuno il corpo mantiene il suo equilibrio fisiologico, finché il sistema nervoso conserva la sua integrità; questa è mantenuta dall’organismo il più a lungo possibile infatti
tutti i tessuti del corpo rilasciano materiale necessario al suo trofismo e alla sua efficienza.

Il digiuno Intermittente

La forma più usata soprattutto in ambito sportivo è 16/8 (16 ore di digiuno, 8 ore si mangia): può essere applicata sia agli sport di forza muscolare che di resistenza con ottimi risultati.

L’atleta ne gioverà in termini di efficienza perché il corpo non “spreca energia” nell’elaborazione e digestione del cibo. Aumenterà la resistenza e la forza muscolare, perché i grassi ci permettono di avere più energia protratta nel tempo. Ci osserverà una diminuzione del grasso corporeo perché verranno utilizzate le riserve di grassi accumulate nell’organismo.

Consiglio sempre di essere seguiti da un esperto, indipendentemente da quale tipo di digiuno volete intraprendere.

Arrivati a questo punto spero di aver risvegliato in alcuni di voi un interesse verso questa pratica . Il digiuno è una metodica naturale, gratuita, con effetti sorprendenti, che fa parte del nostro sistema genetico, che permetterà al vostro corpo di riappropriarsi di quella capacità innata di auto-guarigione.

Dott.ssa Vanessa Di Nepi Osteopata

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